Whatsalp incontra la Valle di Blenio – contributo di Gina La Mantia

Programma_Dongio

È stata una due giorni intensa e ricca: l’incontro di whatsalp con la Valle di Blenio. Vorrei, in primo luogo, ringraziare chi mi ha dato una mano per la realizzazione di questo piccolo, grande evento: l’Associazione Blenio Viva, che mi è stata di grande aiuto e sostegno, il Centro giovanile della Valle di Blenio, che generosamente ha messo a disposizione la propria bella struttura per accogliere gli ospiti, la Fondazione per le Scienze della Vita e il Campo Lingue e Sport di Olivone, il Centro Pro Natura di Acquacalda e i tre Comuni della valle. Insieme siamo riusciti a preparare una bella accoglienza agli ospiti di whatsalp, che da Vienna sono partiti, per arrivare, a piedi, a Nizza, attraversando tutto l’arco alpino!
La tappa dalla Capanna Länta a Olivone, attraverso il Passo Soreda, è stata, a loro dire, finora tra le più difficili. Difficile per la condizione del sentiero del Passo Soreda, difficile per la lunghezza e la ripidità della discesa. Arrivati alla diga, l’accoglienza preparata a sorpresa da una famiglia di Campo Blenio con il corno delle alpi e la piva!
A Dongio, al Centro giovanile, c’è stato un momento di saluto e di presentazione reciproca, e, visto che abbiamo avuto da noi la ricostruzione storica di un carretto di gelato usato a Londra nella metà del ‚800, abbiamo anche parlato di emigrazione e di Carlo Gatti, originario di Dongio, che a 13 anni ha dovuto partire, con „quattro castagne in tasca e senza scarpe“ per Parigi, anche lui (ma non per scelta sua!) facendo tutto il percorso a piedi… la cena in comune (con dessert gelato …) ha permesso ai partecipanti a conoscersi a vicenda.
Il giorno dopo, la visita alla Fondazione Alpina per le Scienze della Vita, l’incontro con degli studenti di un corso di tedesco di „Lingue e Sport“, e la salita, attraverso Dötra, fino ad Acquacalda. Al Centro Pro Natura, dopo un risotto eccellente, abbiamo parlato di Parc Adula, cercando di capire quali sono le difficoltà oggi, in Svizzera, per istituire un Parco Nazionale.
Il gruppo di whatsalp, in parte, ha fatto lo stesso percorso già 25 anni fa, allora sotto la denominazione „TransALPedes“, e questo dà loro la possibilità non solo di documentare la situazione attuale dell’arco alpino, ma anche di fare un confronto con quanto visto durante la traversata precedente. Un problema pare sia molto chiaro e transnazionale: l’accelerazione del calo demografico nelle valli periferiche. Un calo demografico dovuto in parte anche all’accademizzazione della formazione. Se da una parte è da valutare molto positivamente il fatto che molti giovani cresciuti nelle valli oggi vanno a studiare e si laureano, e altrettanto vero che quei giovani laureati difficilmente torneranno nelle loro valli. Significa che, per porre un rimedio all’abbandono delle valli, è molto importante mantenere e valorizzare la formazione professionale duale, come la conosciamo in Svizzera. Sono queste le formazioni che permettono ai giovani di qualificarsi per delle professioni nel settore primario e nell’artigianato, richieste anche nelle valli. Ma bisogna anche riflettere sulle possibilità di creare dei posti di lavoro per delle persone con alte qualifiche nelle valli: la Fondazione Alpina per le Scienze della Vita può essere d’esempio!